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La peste del Web: WannaCry

Massimiliano Zagaglia

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Wannacry

Il ransomware che ha cambiato le tecniche di attacco dei pirati e ha dimostrato come un malware riesca a fregare soldi veri.

A maggio 2018 si è festeggiato il primo anniversario di WannaCry, ransomware che un anno fa ha generato il panico in giro per il mondo scatenando un’epidemia dalle caratteristiche uniche.
Particolarmente efficace nella sua capacità di diffondersi da computer a computer, WannaCry ha aperto la strada a una nuova generazione di cyber-crimini e malware avanzati grazie all’uso delle “cyber-armi” sviluppate dalla National Security Agency (NSA) statunitense.

La cronaca dell’attacco

WannaCry ha cominciato a colpire il 12 maggio 2017, di venerdì, e con tutta probabilità l’infezione è partita dall’Asia. Il mezzo principale utilizzato dal malware per diffondersi è l’exploit EternalBlue, un codice riconducibile alla NSA e rilasciato “in the wild” qualche mese prima dalla crew nota come Shadow Brokers.

Se non conosci la storia del famigerato WannaCry, la puoi scoprire su Hacker Journal 221 in edicola o in versione digitale su Sprea.it.
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Appassionato di informatica, GNU/Linux, Open Source e sicurezza da tempo immane, di solito passo il tempo libero tra una Raspberry Pi, una distro e un report di security.

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