Dalle false pagine di supporto ai QR code malevoli, i criminali sfruttano sempre più la fiducia degli utenti nei servizi digitali quotidiani.
Il nuovo studio di Check Point mostra che l’intelligenza artificiale sta accelerando sia gli attacchi sia i rischi legati all’uso quotidiano degli strumenti generativi.
I dispositivi connessi semplificano la vita quotidiana, ma per molti consumatori il vero banco di prova resta la sicurezza informatica.
La vulnerabilità CVE-2026-46242 consente a un utente locale senza privilegi di ottenere controllo root sui sistemi Linux e Android vulnerabili.
Il nuovo round ICANN permette di candidarsi per estensioni Internet personalizzate: una possibilità rara che può rafforzare identità, fiducia e riconoscibilità online.
Con pagamenti globali, carte digitali e investimenti su smartphone, il conto si avvicina sempre di più al telefono: e la sicurezza dell’account diventa decisiva.
La vulnerabilità CVE-2026-33825 consente un’escalation di privilegi su Windows sfruttando un difetto nel funzionamento di Microsoft Defender.
Non servono app da installare né exploit sofisticati: può bastare concedere a un sito l’accesso a una cartella del dispositivo.
I criminali informatici sfruttano file compressi e falsi componenti software per colpire il personale degli hotel e rubare informazioni sensibili.
I cybercriminali usano AI, pagine di login false e tecniche elusive per rubare credenziali, bypassare la 2FA e consolidare la propria presenza in rete.