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Parrot Security OS: Linux all’italiana

Massimiliano Zagaglia

Pubblicato

il

Parrot Security OS

Nata quasi per gioco, oggi è una delle più popolari distro GNU/Linux del mondo pensate per l’IT security e per l’hacking.

Parrot Security OS prende il nome da un iconico pappagallo che arieggia in ogni dove, dal sito Web ufficiale (https://www.parrotsec.org) al coloratissimo sfondo che da qualche versione a questa parte ci accompagna.

L’intero progetto (da cui deriva non solo la distro ma anche altri servizi) è coordinato da Lorenzo Faletra e dal suo team, i cui membri sono presenti in diverse realtà dell’ethical hacking italiano e non. Questa però è solo una piccola porzione che compone l’intero progetto Parrot: in ogni angolo del mondo troviamo volontari pronti a contribuire al progetto seguendo la filosofia Open Source, sia come programmatori che come volontari per la scrittura di documentazione.

Parola d’ordine: sicurezza

Per quanto si possa considerare più o meno utile l’uso di tutti i giorni di una distribuzione pensata prevalentemente per l’IT Security, l’obiettivo principale del progetto Parrot rimane sempre lo stesso: offrire un ambiente pensato per la Sicurezza Informatica. E ci riesce alla grande, grazie alla decina di programmi preinstallati e configurati ad hoc, alla buona attività della community e degli sviluppatori che tengono in vita il progetto da ormai cinque anni.

Le cinque edizioni di Parrot OS

Parrot nasce prevalentemente come distribuzione GNU/Linux pensata per il pentesting, la digital forensics, il reverse engineering e lo sviluppo software. A queste si aggiungono ulteriori versioni che meritano certamente una considerazione a parte:

  • Home Edition – è destinata all’utente Parrot di tutti i giorni, un utente alla ricerca di una distribuzione leggera, sempre aggiornata (grazie al modello di aggiornamenti di tipo rolling release) e con una user experience appagante. Sono inclusi tutti quei programmi pensati per la privacy e la sicurezza dell’utente, offrendo standard di crittografia elevati e strumenti di navigazione in incognito. È disponibile nelle versioni a 32 bit e 64 bit.
  • Studio Edition – una versione “maggiorata” della Home, contenente una suite di programmi orientata alla produzione multimediale. Disponibile in versione 64 bit.
  • Netinstall – la versione ultraleggera della ISO con cui è possibile crearsi la propria versione di Parrot scegliendo i pacchetti che si preferiscono, mantenendo il core di Parrot e i vantaggi dello sterminato parco software a disposizione dell’utente. Disponibile per le architetture amd64, i386, arm64 e armhf.
  • Docker – ecco una delle grandi novità di quest’anno. Sono distribuite ben tre tipologie di container hostabili (Core, Security e Metasploit) oltre ovviamente al codice sorgente con cui è possibile crearsi il proprio container su misura.
  • ARM – tre versioni sperimentali dei principali “micro-computer” basati su architettura ARM (Raspberry Pi, Orange Pi e Pine64), contenenti una versione ottimizzata di Parrot Security OS.

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Appassionato di informatica, GNU/Linux, Open Source e sicurezza da tempo immane, di solito passo il tempo libero tra una Raspberry Pi, una distro e un report di security.

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