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Twitch data breach : conferma ufficiale

Redazione

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Twitch la popolare piattaforma streaming dedicata a videogiochi e non solo ha ufficializzato il data breach circolato nella giornata di ieri. In rete sta circolando un file di ben 125gb contenente dati sensibili degli utenti iscritti alla piattaforma, inclusi i guadagni di ogni streamer.

Consigliamo l’immediato cambio password e se operate sulla piattaforma rinnovate la vostra streamkey.

 

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Arriva SuperTuxKart con nuove modalità

La versione 1.4 del videogioco di corse arcade 3D gratuito basato su Mario Kart mette a disposizione percorsi migliorati, nuovi veicoli e svariate texture aggiuntive. Pronti per nuove sfide multiplayer?

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È passato più di un anno dalla pubblicazione di SuperTuxKart 1.3 ed ecco che finalmente arriva rombando la versione successiva, la 1.4. Essendo una major release, ha diverse novità sotto al cofano, a cominciare dalla disposizione di partenza dei kart per rendere le gare più avvincenti. Anche alcuni percorsi, come Battle Island, sono stati migliorati o hanno visto corretti alcuni difetti. Invece tra le novità vere e proprie abbiamo una nuova modalità di giro di prova, un veicolo aggiuntivo e svariate texture e animazioni. Dal punto di vista tecnico è stato invece introdotto il nuovo renderizzatore Vulkan che è ancora in versione beta ma che già garantisce risultati di ottimo livello. Per poter scaricare gratuitamente il file di installazione del videogioco completo, basta collegarsi a questo indirizzo e cliccare sul sistema operativo, in questo caso Linux. Se sei un appassionato di videogiochi non perdere MonkeyLeague  un gioco di calcio strategico distribuito sulla rete Solana in cui Paulo Dybala dell’AS Roma è l’ambasciatore ufficiale del marchio del gioco.


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Machine Learning a rischio cracker

I più avanzati modelli di intelligenza artificiale e di riconoscimento biometrico rappresentano un ghiotto boccone per gli hacker di tutto il mondo

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Nella vita di tutti i giorni dipendiamo dalle più differenti applicazioni di Machine Learning. Basti pensare ai sistemi di riconoscimento biometrico, oppure alle pubblicità personalizzate che appaiono sui social o anche alle stesse soluzioni antimalware e antispyware che si basano su modelli di Intelligenza Artificiale. Sempre più spesso succede di non capire se le chat di assistenza a cui ci rivolgiamo siano presidiate da persone oppure da bot e prima che ci venga autorizzato un prestito o un finanziamento sarà sempre l’Intelligenza Artificiale ad avere l’ultima parola. Da qualche tempo però i modelli di Machine Learning possono essere utilizzati non solo dalle aziende, ma anche da semplici appassionati grazie alla disponibilità di speciali librerie come SciKit, Numpy, TensorFlow, PyTorch, e CreateML che permettono di risolvere problemi complessi che solo qualche anno fa avrebbero richiesto l’intervento di un esperto. Come accade regolarmente nei settori in continua crescita, parallelamente agli avanzamenti tecnologici appaiono minacce e attacchi portati da pirati informatici che in molti casi riescono ad agire senza essere individuati, fin quando non è troppo tardi.

 

Machine Learning sotto attacco

Gli Adversarial Attack sono attacchi informatici compiuti ai danni dei vari modelli di Intelligenza Artificiale con l’obiettivo di ingannare il modello di Machine Learning, in modo da alterarne il risultato. Un esempio concreto è rappresentato dai Pixel Attack che funzionano applicando modifiche minime, anche di un solo pixel, come ha dimostrato l’abstract dei ricercatori Jiawei Su, Danilo Vasconcellos Vargas e Kouichi Sakurai. I risultati forniti dalle Reti Neurali Profonde, (Deep Neural Network) possono essere facilmente alterati modificando in maniera umanamente impercettibile il vettore iniziale con l’inserimento di un solo pixel alterato. In questo modo fino al 74% dei risultati viene completamente corrotto, fornendo risultati inaffidabili. Nell’abstract appena citato sono mostrati diversi esempi di immagini modificate in un solo pixel che una volta analizzati dai sistemi di Machine Learning producono risultati completamente differenti. In un caso, come riferito dal Washington Post, è bastato modificare un solo pixel di un’immagine per alterare complessi modelli di compravendita azionaria con risultati disastrosi.

 

Data Poisoning

La modalità di attacco Adversarial si fonda sui classici sistemi basati su algoritmi come quelli di data poisoning (inquinamento dei dati) e inference attack. Solo che in questo caso l’attaccante sceglie di colpire la modalità di archiviazione e di distribuzione dei modelli. Anche se i modelli di Machine Learning vengono percepiti come una tecnologia talmente evoluta da essere difficilmente analizzabile da un non addetto ai lavori, in realtà vengono utilizzate le stesse modalità in uso con normali software con tanto di ricerca di vulnerabilità che possano essere sfruttate dall’attaccante. È questo il caso del formato di archiviazione Pickle che viene normalmente utilizzato nel linguaggio di programmazione Python. Questo formato viene usato anche per i modelli di Machine Learning e permette a un’attaccante di eseguire del codice malevolo utilizzando uno strumento Open Source chiamato Fickling, come è ben noto alla community di sicurezza internazionale.

[Foto: DA GATTO A CANE
Come ha dimostrato il paper del ricercatore Goodfellow e dei suoi colleghi alla RSA Conference, è bastato inserire un pixel nell’immagine di un felino per farlo riconoscere come cane da un sistema di Machine Learning]

*illustrazione articolo progettata da macrovector / Freepik
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Messaggistica nativa in Firefox

Finalmente anche gli utenti di Ubuntu potranno disporre della chat perfettamente integrata e soprattutto stabile

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Succede a volte che lo sviluppo di un’applicazione non sia omogeneo in tutte le sue versioni e che alcuni utenti possano sfruttarne una caratteristica non ancora disponibile per altri. È il caso della messaggistica nativa di Firefox che, nel sistema operativo di Canonical, non era ancora presente. La causa principale era la versione in formato Snap del browser di Mozilla adottata da Ubuntu. In realtà, il problema era già stato risolto fin dallo scorso luglio, tuttavia questa caratteristica era presente solo nelle versioni beta del programma di navigazione. Invece ora gli utenti di Ubuntu la troveranno perfettamente integrata e soprattutto stabile. Così ha annunciato nel forum Snapcraft uno dei tecnici informatici di Canonical che si è occupato del problema, Olivier Tilloy. Ora gli add-on di Firefox Snap potranno scambiare messaggi con le applicazioni native del sistema operativo creato da Mark Shuttleworth.


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Ubuntu supporterà le nuove schede Sipeed

La Sipeed LicheeRV si distingue per essere una delle schede RISC-V più economiche presente in circolazione

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Canonical  ha annunciato ufficialmente che il suo sistema operativo verrà ora supportato dai single-board computer LicheeRV D1 RISC-V marcati Sipeed. Si tratta quindi dell’ennesima operazione riuscita nell’ambito del progetto di espansione nel mondo RISC-V. La scheda in questione, che ha un costo molto conveniente perché si aggira sui 16 $, viene prodotta dalla cinese Sipeed  che punta tutto sull’hardware Open Source e sulle applicazioni AIoT/TinyML. Quindi non c’è da stupirsi che Canonical possa rappresentare un partner ideale per lo sviluppo di progetti futuri. Tornando alla scheda in questione, è stata pensata proprio per gli sviluppatori TinyML ed è dotata di una porta USB-C OTG e una HDMI. Inoltre i suoi 43,2 x 25 mm hanno a bordo 512 MB di RAM DD3 a 792 MHz e un socket per schede MicroSD. Il processore è un Allwinner D1 XuanTie C906 singlecore da 1 GHz a 4 bit con un acceleratore grafico G2D 2D.


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In arrivo l’Aragosta Lunare

Svelato il nome in codice del nuovo Ubuntu 23.04 la cui data di rilascio è stata fissata per il prossimo 27 di aprile

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Come da tradizione ampiamente consolidata in casa Canonical, la primissima informazione certa che si ha sul sistema operativo che succede a quello appena rilasciato è il nome in codice. Già si sapeva che sarebbe cominciato con la lettera L, che nell’alfabeto inglese segue la K appena usata per il recente Kinetic Kudu (Ubuntu 22.10). Questa volta per trovare l’animale simbolo della versione 23.04 si è lasciata la terraferma e ci si è gettati nel mare pescando “Lunar Lobster”, che significa aragosta lunare. Inutile cercare indizi in questo nome perché ormai Canonical li sceglie perché li trova simpatici. La data di rilascio è stata attualmente fissata per il 27 aprile 2023 e sono anche già state stabilite le tappe precedenti. Per esempio la Feature Freeze sarà il 23 febbraio, mentre l’interfaccia definitiva sarà stabilita il 16 marzo e la versione beta sarà disponibile dal 30 dello stesso mese. Per quanto riguarda invece le novità che dovrebbero esserci, le voci che circolano sono parecchie. Per il momento non è chiaro se verrà adottata come kernel la versione 6.1 o la 6.2 di Linux. Inoltre è possibile che venga introdotto il nuovo Ubuntu Software, già da tempo in lavorazione, così come il nuovo programma di installazione. Si parla anche dell’ambiente grafico GNOME 44 e della presenza nei repository del nuovo sistema operativo di librerie software più aggiornate, come PHP 8.2 e Python 3.11.

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KDE aumenta la compatibilità con Wayland

La versione 5.26.3 del noto ambiente desktop riserva dei miglioramenti che riguardano anche i dispositivi portatili

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KDE Project ha rilasciato il terzo aggiornamento della versione 5.26 del suo famoso e apprezzato ambiente desktop. Una delle prime cose a cui è stata messa mano è stata la correzione di certi problemi riscontrati e segnalati dagli utenti, per esempio con la nota applicazione videoludica Steam, ma non solo. Il difetto riguardava il ridimensionamento automatico delle finestre dei programmi che non avveniva correttamente nelle sessioni Wayland. Un altro problema risolto nella stessa sessione riguarda il trascinamento di elementi all’interno di una finestra di Firefox. Infatti capitava che il cursore vi restasse bloccato durante l’operazione. È stato anche sistemato un fastidioso bug che provocava il crash dell’ambiente desktop quando veniva usata l’applicazione Plasma Vaults. Invece tra gli aggiornamenti che porta con sé questa nuova versione abbiamo quelli relativi al Plasma NetworkManager per permettergli di riconoscere correttamente la libreria libreswan 4.9. Per chi usa questo ambiente desktop su dispositivi mobili è stato inoltre migliorato il supporto per i tablet. Le note di rilascio sono disponibili a questo indirizzo.

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Disponibile nuovo firmware Linux

La versione 1.8.7 è in grado di supportare un maggior numero di GPU Intel Discrete e di laptop Star Labs

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Rilasciata la nuova versione dell’utility di aggiornamento del firmware per tutte le distribuzioni GNU/Linux. Con questa uscita si è arrivati all’edizione 1.8.7 che, oltre alla solita serie di bug corretti, introduce caratteristiche nuove e interessanti per tutti gli utenti, che si traducono in un supporto per un ventaglio sempre maggiore di hardware. Tra i beneficiari di questo nuovo firmware troviamo i laptop marcati Star Lab tra cui, a quanto sembra, ci sarà anche il nuovissimo StarFighter, che sarà il primo computer portatile della casa ad avere uno schermo con una risoluzione Ultra HD, cioè a 4K. Anche le unità di elaborazione grafica discreta Iris Xe MAX di Intel, dedicate ai laptop, verranno supportate da questa nuova versione del firmware, sebbene solo in modo sperimentale per il momento. Naturalmente il suo campo d’azione non si limita a questi hardware specifici, poiché sono moltissimi i nuovi dispositivi supportati, come i touchpad di Elan e vari sistemi per il riconoscimento delle impronte digitali. Inoltre viene introdotto il supporto per il Mini Hub Thunderbolt 4 di Anker e per il QSI Godzilla Creek Reference Hub. Sul fronte software abbiamo il supporto per il formato di compressione xz per i metadati che, secondo le stime, dovrebbe ridurre del 25% l’occupazione della banda per lo scaricamento dei file firmware. Viene inoltre introdotta la capacità di misurare l’integrità del sistema quando vengono installati gli aggiornamenti dell’UEFI. Per quel che riguarda la correzione dei bug, vale la pena mettere in evidenza la nuova capacità di analizzare metadati di dimensioni superiori a 1 MB, il controllo di correttezza dei permessi dei file di configurazione dei plug-in integrati e l’aggiunta della richiesta di reinserimento per i dispositivi Analogix.

Per poter aggiornare il vostro firmware, o anche solo per ottenere ulteriori informazioni sulla sua ultima versione, potete collegarvi al seguente indirizzo.

Alla seguente pagina invece trovate la wiki del progetto, che offre informazioni per distribuzioni specifiche e altri approfondimenti tecnici.

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