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Ransomware

Redazione

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Un ransomware è un tipo di malware che limita l’accesso del dispositivo che infetta, richiedendo un riscatto da pagare per rimuovere la limitazione.

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Ubuntu supporterà le nuove schede Sipeed

La Sipeed LicheeRV si distingue per essere una delle schede RISC-V più economiche presente in circolazione

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Canonical  ha annunciato ufficialmente che il suo sistema operativo verrà ora supportato dai single-board computer LicheeRV D1 RISC-V marcati Sipeed. Si tratta quindi dell’ennesima operazione riuscita nell’ambito del progetto di espansione nel mondo RISC-V. La scheda in questione, che ha un costo molto conveniente perché si aggira sui 16 $, viene prodotta dalla cinese Sipeed  che punta tutto sull’hardware Open Source e sulle applicazioni AIoT/TinyML. Quindi non c’è da stupirsi che Canonical possa rappresentare un partner ideale per lo sviluppo di progetti futuri. Tornando alla scheda in questione, è stata pensata proprio per gli sviluppatori TinyML ed è dotata di una porta USB-C OTG e una HDMI. Inoltre i suoi 43,2 x 25 mm hanno a bordo 512 MB di RAM DD3 a 792 MHz e un socket per schede MicroSD. Il processore è un Allwinner D1 XuanTie C906 singlecore da 1 GHz a 4 bit con un acceleratore grafico G2D 2D.

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In arrivo l’Aragosta Lunare

Svelato il nome in codice del nuovo Ubuntu 23.04 la cui data di rilascio è stata fissata per il prossimo 27 di aprile

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Come da tradizione ampiamente consolidata in casa Canonical, la primissima informazione certa che si ha sul sistema operativo che succede a quello appena rilasciato è il nome in codice. Già si sapeva che sarebbe cominciato con la lettera L, che nell’alfabeto inglese segue la K appena usata per il recente Kinetic Kudu (Ubuntu 22.10). Questa volta per trovare l’animale simbolo della versione 23.04 si è lasciata la terraferma e ci si è gettati nel mare pescando “Lunar Lobster”, che significa aragosta lunare. Inutile cercare indizi in questo nome perché ormai Canonical li sceglie perché li trova simpatici. La data di rilascio è stata attualmente fissata per il 27 aprile 2023 e sono anche già state stabilite le tappe precedenti. Per esempio la Feature Freeze sarà il 23 febbraio, mentre l’interfaccia definitiva sarà stabilita il 16 marzo e la versione beta sarà disponibile dal 30 dello stesso mese. Per quanto riguarda invece le novità che dovrebbero esserci, le voci che circolano sono parecchie. Per il momento non è chiaro se verrà adottata come kernel la versione 6.1 o la 6.2 di Linux. Inoltre è possibile che venga introdotto il nuovo Ubuntu Software, già da tempo in lavorazione, così come il nuovo programma di installazione. Si parla anche dell’ambiente grafico GNOME 44 e della presenza nei repository del nuovo sistema operativo di librerie software più aggiornate, come PHP 8.2 e Python 3.11.

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KDE aumenta la compatibilità con Wayland

La versione 5.26.3 del noto ambiente desktop riserva dei miglioramenti che riguardano anche i dispositivi portatili

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KDE Project ha rilasciato il terzo aggiornamento della versione 5.26 del suo famoso e apprezzato ambiente desktop. Una delle prime cose a cui è stata messa mano è stata la correzione di certi problemi riscontrati e segnalati dagli utenti, per esempio con la nota applicazione videoludica Steam, ma non solo. Il difetto riguardava il ridimensionamento automatico delle finestre dei programmi che non avveniva correttamente nelle sessioni Wayland. Un altro problema risolto nella stessa sessione riguarda il trascinamento di elementi all’interno di una finestra di Firefox. Infatti capitava che il cursore vi restasse bloccato durante l’operazione. È stato anche sistemato un fastidioso bug che provocava il crash dell’ambiente desktop quando veniva usata l’applicazione Plasma Vaults. Invece tra gli aggiornamenti che porta con sé questa nuova versione abbiamo quelli relativi al Plasma NetworkManager per permettergli di riconoscere correttamente la libreria libreswan 4.9. Per chi usa questo ambiente desktop su dispositivi mobili è stato inoltre migliorato il supporto per i tablet. Le note di rilascio sono disponibili a questo indirizzo.

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Orange Pi 800

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Orange Pi 800

Molti di noi conosceranno o avranno la Raspberry Pi 400, cioè la tastiera che integra una Raspberry Pi 4. Ebbene, ora questo dispositivo ha un rivale che si chiama Orange Pi 800. Scopriamo se è un degno avversario.

Tutto dentro la tastiera

Anche la Orange Pi 800 sembra una tastiera, invece è un intero computer – un miniPC – con CPU, memoria, disco e porte di collegamento. In pratica la tastiera ha al suo interno un chipset Rockchip RK3399 che integra una CPU a sei core (due di essi sono dei Cortex-A72 a 1,8 GHz, gli altri quattro sono dei Cortex-A53s a 1,4 GHz). Troviamo poi una GPU (scheda grafica) Mali-T860MP4, 4 GB of RAM di tipo LPDDR4 e un disco da 64 GB di tipo eMMC.

Orange Pi 800 è disponibile solo con il layout americano, tra i 78 tasti non troviamo cioè le lettere accentate che usiamo di norma. I programmatori gradiranno questo layout visto che usano spesso le parentesi quadre e graffe. In tutti i casi è possibile impostare nel sistema operativo il layout italiano: se si è abituati a digitare ci si adatta velocemente trovando comunque le lettere accentate pur non vedendole scritte.

Distro Linux

Orange Pi 800 arriva con il sistema Linux Orange Pi OS preinstallato, ma sul sito del produttore troviamo altri sistemi installabili: Manjaro, Ubuntu 22.04 e Debian 11. Queste distribuzioni Linux devono essere salvate su scheda microSD. Di OrangePi OS esiste anche una versione basata su Android. Avviata la macchina, ci troviamo di fronte un classico desktop: in alto a sinistra troviamo il menu Applications (Applicazioni, una volta che avremo messo in italiano il sistema) con i vari programmi installati divisi per categorie (Impostazioni, Internet, Multimedia, Grafica, Ufficio, ecc.). Per mettere in italiano il sistema operativo il modo più rapido è usare il programma OrangePi config che troviamo nel menu delle impostazioni. Tramite esso è anche possibile installare vari programmi non presenti all’inizio, come LibreOffice, il media center Plex o la soluzione per la sincronizzazione dei file Syncthing. Sempre in alto, a destra, ci sono invece le icone che indicano lo stato della rete, l’orario, il Bluetooth, ecc. Prima che ce la chiediate, la password dell’utente predefinito è orangepi. La tastiera è tutto sommato comoda nella digitazione. è necessario dotarsi di un mouse, non incluso nella confezione (nello store ufficiale su Amazon, https://bit.ly/ci272_orangepi800), dove invece troviamo l’alimentatore da rete, Orange Pi 800, infatti, non va a batteria. Noi l’abbiamo usata come un classico sistema desktop, con buone prestazioni. Orange Pi 800 può piacere anche ai programmatori e agli appassionati di elettronica, anche se bisogna notare che il GPIO presente non permette l’uso delle schede pensate per la Raspberry Pi. E ovviamente, installando il software adatto, diventa tranquillamente una stazione da hacking!

Le porte della Orange Pi 800

Grazie alle porte HDMI 2.0 (con uscita in 4K) e VGA possiamo collegare due monitor alla tastiera, che integra un altoparlante non eccelso ma comodo.


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Più sicuri e protetti sul Web

Vi presentiamo un’estensione per browser capace di rendere la navigazione migliore: all’insegna della sicurezza, della riservatezza e della celerità

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Decentraleyes è un componente aggiuntivo per browser che consente di navigare aggirando le principali CDN presenti online. Come quella di Google, Amazon, Meta e via discorrendo. Non sapete cos’è una CDN? Beh, il concetto è semplice… CDN è l’acronimo di Content Delivery Network, in altre parole una rete per la distribuzione dei contenuti. Un insieme di server, tecnicamente, distribuiti in più aree geografiche che – mediante la memorizzazione sui PC di piccoli file, velocizza la navigazione degli utenti. Ma allo stesso tempo memorizza informazioni personali, come ad esempio le ricerche in base ai gusti e alle preferenze manifestate in Rete. In parole povere, svolge la cosiddetta attività di “profilazione”. Ecco quindi l’importanza di un software come Decentraleyes, in grado di aggirare tutto questo e garantire una protezione della privacy e, al contempo, di velocizzare un po’ il caricamento delle pagine. Come? Vediamolo subito…

 

Come funziona?

Decentraleyes non fa altro che emulare i file di tracciamento, riproponendo agli utenti quelli più diffusi e presenti sul Web. In pratica, l’add-on memorizza al suo interno le librerie e, quando intercetta una richiesta da parte di un sito di una di queste, la fornisce direttamente, così che nessun altro sito venga più contattato per scaricarla. Crea una sua personale CDN. Ciò, inizialmente, non apporta grandi agevolazioni, ma col passare del tempo evita che gli utenti scarichino altri file di tracciamento non richiesti. Protegge così la privacy e, indirettamente, accelera la navigazione. Decentraleyes è un add-on che è fa parte dell’ormai nota “Cassetta degli attrezzi anticensura” di cui abbiamo scritto nei numeri scorsi. Nei prossimi passi vi facciamo vedere come si utilizza in pratica.

 

IN PRATICA

Create la vostra CDN personale

 Installazione
Installate l’add-on per Firefox collegandovi a questo indirizzo e cliccando su Aggiungi a Firefox; oppure su Aggiungi se adoperate Google Chrome, o ancora su Ottieni per Edge. Scegliete il pulsante Installa e aspettate qualche secondo.

Anche in finestra anonime?
Al termine dell’installazione, apparirà un messaggio in alto a destra che vi consentirà di impostare questo add-on anche per le finestre anonime del browser. Se volete attivare questa funzione mettete una spunta sul messaggio e, infine, cliccate sul pulsante OK.

 

 Un test
Per provare l’add-on appena installato, il produttore ha inserito (in basso a sinistra della schermata principale) un link dedicato alla realizzazione di un test. Cliccate qui: vedrete che il componente bloccherà un paio di risorse e mostrerà il numero 2. Provate ora a disabilitarlo cliccando sul tasto di accensione…

 

Le impostazioni
Entrate adesso nelle impostazioni dell’add-on cliccando sul tasto degli ingranaggi riportato in basso a destra della schermata principale. Dalla schermata che si apre potete scegliere tra quattro opzioni. Il consiglio, comunque, è quello di lasciare tutto inviato.

  

Un altro test
Per vedere le risorse che Decentraleyes ha bloccato finora, cliccate con il tasto destro su una qualsiasi parte vuota di un sito e scegliete Analizza. Poi entrate nella scheda Rete e scorrete il listato che vi appare. Da qui è possibile constatare che alcune librerie sono servite all’istante senza nemmeno che ci sia una richiesta.

 


Rimuoverlo
Come detto, l’efficacia di Decentraleyes la si apprezzerà di più con il passare del tempo. Se però non siete soddisfatti del suo funzionamento o non volete aspettare, per rimuovere l’add-on vi basta cliccare con il tasto destro sul simbolo in alto a destra e scegliere Rimuovi estensione.


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Disponibile nuovo firmware Linux

La versione 1.8.7 è in grado di supportare un maggior numero di GPU Intel Discrete e di laptop Star Labs

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Rilasciata la nuova versione dell’utility di aggiornamento del firmware per tutte le distribuzioni GNU/Linux. Con questa uscita si è arrivati all’edizione 1.8.7 che, oltre alla solita serie di bug corretti, introduce caratteristiche nuove e interessanti per tutti gli utenti, che si traducono in un supporto per un ventaglio sempre maggiore di hardware. Tra i beneficiari di questo nuovo firmware troviamo i laptop marcati Star Lab tra cui, a quanto sembra, ci sarà anche il nuovissimo StarFighter, che sarà il primo computer portatile della casa ad avere uno schermo con una risoluzione Ultra HD, cioè a 4K. Anche le unità di elaborazione grafica discreta Iris Xe MAX di Intel, dedicate ai laptop, verranno supportate da questa nuova versione del firmware, sebbene solo in modo sperimentale per il momento. Naturalmente il suo campo d’azione non si limita a questi hardware specifici, poiché sono moltissimi i nuovi dispositivi supportati, come i touchpad di Elan e vari sistemi per il riconoscimento delle impronte digitali. Inoltre viene introdotto il supporto per il Mini Hub Thunderbolt 4 di Anker e per il QSI Godzilla Creek Reference Hub. Sul fronte software abbiamo il supporto per il formato di compressione xz per i metadati che, secondo le stime, dovrebbe ridurre del 25% l’occupazione della banda per lo scaricamento dei file firmware. Viene inoltre introdotta la capacità di misurare l’integrità del sistema quando vengono installati gli aggiornamenti dell’UEFI. Per quel che riguarda la correzione dei bug, vale la pena mettere in evidenza la nuova capacità di analizzare metadati di dimensioni superiori a 1 MB, il controllo di correttezza dei permessi dei file di configurazione dei plug-in integrati e l’aggiunta della richiesta di reinserimento per i dispositivi Analogix.

Per poter aggiornare il vostro firmware, o anche solo per ottenere ulteriori informazioni sulla sua ultima versione, potete collegarvi al seguente indirizzo.

Alla seguente pagina invece trovate la wiki del progetto, che offre informazioni per distribuzioni specifiche e altri approfondimenti tecnici.

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Il sottosistema Linux su Windows 11

Ultime novità sul fronte Microsoft riguardo la sua collaborazione ormai consolidata con Canonical

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Un altro passo avanti è stato fatto nell’integrazione di Linux con Windows tramite il WLS, cioè il Windows Subsystem for Linux. In Windows 11 è stato introdotto il supporto per systemd che, in parole povere, consentirà agli utenti di avere disponibili le applicazioni basate sui pacchetti Snap, ideati appunto da Canonical.

Per averne l’elenco completo, colleghiamoci a questo indirizzo. Per fruire di questa novità dobbiamo avere almeno la versione 0.67.6 di WSL, che troviamo nello store di Microsoft se siamo iscritti al programma Windows Insider.   Inoltre dobbiamo attivare il flag systemd nelle impostazioni della nostra distribuzione. Una descrizione più approfondita di systemd è ovviamente disponibile sul sito del progetto.

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