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Anonymous Italia attacca l’Unione Italiana Lavoratori

Redazione

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IN un comunicato rilasciato il 26 di Giugno il collettivo Anonymous Italia attacca il sito dell’ l’Unione Italiana Lavoratori contro le Morti Bianche. Di seguito il il testo completo:

Salve lavoratori italiani, chi vi scrive è Anonymous Italia. Siamo di nuovo qui per attirare la vostra attenzione su qualcosa che sta molto a cuore non solo a Noi, ma crediamo a tutto il Popolo. Gli incidenti mortali sul lavoro , dette anche “morti bianche”. Sono già 303, il 5,9% in più rispetto al 2018, i morti per infortuni sui luoghi di lavoro nel 2019, fino ad oggi 26 Giugno. L’Articolo 36 della costituzione dice: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.”

A morire per infortuni sono quasi tutti lavoratori precari o in appalto. Non basta lavorare per sopravvivere, moriamo per far sì che i Padroni (ai quali della nostra salute ben poco importa) ingrassino. Perdono la vita moltissimi giovani in età compresa tra i 20 e 30 anni, ma soprattutto in tarda età, il 27% di tutti i morti sui luoghi di lavoro hanno dai 61 anni in su. Spariscono dalle statistiche, non essendo assicurati all’INAIL, le Forze Armate, i Vigili del Fuoco, innumerevoli Partite Iva, lavoratori in nero, tantissimi agricoltori schiacciati dai trattori e tanti altri che fanno sembrare questo fenomeno molto più lieve.

Non abbiamo mai visto morti sul lavoro in Parlamento, non c’è pericolo nel fare il politico. Millantano di aiutare il popolo con le solite bugie, vivendo nel loro mondo fatto di bambagia. Ma si vede che ciò non porta abbastanza guadagni, e non li aiuta nella scalata sociale o ottenere favori e leccatine di culo. Si preoccupano di più di salvare le Banche, un lavoro molto più redditizio, cosa che li mette in buon occhio di fronte all’Elite. Noi come voi siamo lavoratori, che cercano di portare avanti una famiglia, e che ogni giorno cercano di portare il pane in tavola.

Non crediamo che sia tanto pretendere sicurezza nella vita. La sicurezza di arrivare a fine mese, la sicurezza di riuscire a creare una Famiglia, la sicurezza di andare a lavoro e di tornare a casa, e perché no, la sicurezza che i nostri dati privati non vengano svenduti o addirittura venduti ad altri. È triste nel 2019 pensare che un nostro caro parte al mattino per andare a lavorare, e potrebbe non più tornare a casa. (cit.)

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