Connect with us


Articoli

Il motore di Ricerca personalizzato su Hackerjournal

Avatar

Pubblicato

il

Crea il tuo motore di ricerca

Stanco di essere costantemente tracciato dai motori di ricerca? Allora createne uno personale e diventa invisibile per il sistema!

Negli ultimi anni il fattore “privacy” ha assunto un ruolo importante nella vita di tutti noi. Spesso la diamo per scontata, ma poi ci ritroviamo con gente che ci telefona per venderci qualcosa oppure ci troviamo davanti dei banner pubblicitari con qualche oggetto o meta turistica che avevamo cercato online giorni prima…

Sono soprattutto i motori di ricerca che effettuano lo scraping dei dati in rete e li mostrano al mondo intero alla velocità della luce. Se, da una parte, gli strumenti di rimozione da quest’ultimi sono sufficientemente maturi, il pensiero di doversi privare di uno strumento come Google o Bing per condurre le ricerche giornaliere è un deterrente che riesce facilmente a convincere l’utente finale a chiudere un occhio e sottomettersi al potere degli algoritmi digitali, sacrificando la propria privacy.

Bastano dieci minuti di attività in rete per profilare abitudini e informazioni di un qualsiasi utente

Il fattore “Privacy”

Un vecchio adagio recita: “Se il servizio è gratis, il prodotto sei tu”. Beh, mai parole furono più vere se si parla dei tanti servizi online a cui accediamo più volte al giorno gratuitamente. Ma se sei stanco di questa situazione un rimedio c’è: costruirti un meta-motore di ricerca in grado di “nascondere” i tuoi dati.

Ciò che scoprirai leggendo Hacker Journal 221 è come erigere un sito Web in grado di attingere da diverse fonti (Google, Bing ma anche Flickr, Ask, Wikipedia, Reddit, Startpage e molti altri) e mostrare i risultati delle tue ricerche in una SERP contenuta in un’applicazione Web completamente personalizzabile. Così facendo sarà il server Web (ovvero il contenitore che raccoglie le informazioni al tuo posto) a fare richiesta ai vari search engine: ciò si tradurrà in un’anonimizzazione del client che userà il nostro motore di ricerca come se fosse un proxy.

Trovi Hacker Journal 221 in tutte le edicole oppure su Sprea.it. Da qui puoi anche abbonarti!


Hai trovato questo articolo interessante? Segui Hackerjournal su Facebook , Twitter

[wpdevart_facebook_comment curent_url="http://developers.facebook.com/docs/plugins/comments/" order_type="social" title_text="Facebook Comment" title_text_color="#000000" title_text_font_size="22" title_text_font_famely="monospace" title_text_position="left" width="100%" bg_color="#d4d4d4" animation_effect="random" count_of_comments="7" ]

Articoli

Le Tecniche hacker black hat per indentificare un obiettivo in modo anonimo

Redazione

Pubblicato

il

Una delle fasi fondamentali di un attacco è la sua preparazione. Più accurata ed esaustiva è l’analisi sull’obiettivo, più efficace sarà la nostra preparazione, la stesura della nostra strategia e, di conseguenza, più alte saranno le nostre probabilità di successo.

Lo scopo della fase di ricognizione è attingere il maggior numero di informazioni utili sul target, essenziali da utilizzare nella fase d’attacco, senza lasciare che la vittima si accorga di cosa sta avvenendo. Per raggiungere il nostro obiettivo effettueremo una ricognizione servendoci di tecniche di investigazione su fonti pubbliche/ aperte: Open Source Intelligence (OSINT)

LEGGI IL PDF COMPLETO

DOWNLOAD NUMERO HJ 260

Approfitta subito della nostra offerta ,
hai la possibilità di abbonarti per un anno a 33,90 € con digitale in omaggio anziché 46,90€!

ABBONATI ORA – CLICCA QUI


Hai trovato questo articolo interessante? Segui Hackerjournal su Facebook , Twitter

Continua a Leggere

Articoli

Esclusivo: Il cavetto USB delle Spie che nasconde GPS e microfono integrati

Redazione

Pubblicato

il

Sembra un normalissimo cavo USB (e in fondo lo è), da utilizzare magari per ricaricare il telefonino. E invece no! Nasconde qualcosa che lo rende unico: l’alloggiamento per una SIM. Come e per cosa si usa? Beh…

Costa appena 9 euro. Noi, per i nostri test, lo abbiamo ordinato su Amazon. Ci è arrivato subito, nel giro di tre/quattro giorni, in una scatola del tutto anonima. Lo abbiamo spacchettato e ci è sembrato (a prima vista) un normalissimo cavetto di ricarica micro USB.

Ad accompagnarlo c’era anche un minuscolo manuale d’istruzioni, con poche indicazioni, in un inglese abbastanza maccheronico da un lato e in cinese dall’altro. Abbiamo analizzato il cavetto nei minimi particolari e non abbiamo notato nulla di strano. Poi, però, sfilando il cappuccetto vicino alla presa USB, è apparsa la peculiarità che lo rende così speciale:

LEGGI IL PDF COMPLETO

DOWNLOAD NUMERO HJ 252

Approfitta subito della nostra offerta ,
hai la possibilità di abbonarti per un anno a 33,90 € con digitale in omaggio anziché 46,90€!

ABBONATI ORA – CLICCA QUI

Continua a Leggere

Articoli

Parrot Security OS: Linux all’italiana- La distro superblindata

Avatar

Pubblicato

il

Nata quasi per gioco, oggi è una delle più popolari distro GNU/Linux del mondo pensate per l’IT security e per l’hacking.

Parrot Security OS prende il nome da un iconico pappagallo che arieggia in ogni dove, dal sito Web ufficiale (https://www.parrotsec.org) al coloratissimo sfondo che da qualche versione a questa parte ci accompagna.

L’intero progetto (da cui deriva non solo la distro ma anche altri servizi) è coordinato da Lorenzo Faletra e dal suo team, i cui membri sono presenti in diverse realtà dell’ethical hacking italiano e non. Questa però è solo una piccola porzione che compone l’intero progetto Parrot: in ogni angolo del mondo troviamo volontari pronti a contribuire al progetto seguendo la filosofia Open Source, sia come programmatori che come volontari per la scrittura di documentazione.

LEGGI IL PDF COMPLETO

DOWNLOAD NUMERO HJ 222

Approfitta subito della nostra offerta ,
hai la possibilità di abbonarti per un anno a 33,90 € con digitale in omaggio anziché 46,90€!

ABBONATI ORA – CLICCA QUI


Hai trovato questo articolo interessante? Segui Hackerjournal su Facebook , Twitter

Continua a Leggere

Articoli

La simulazione di Princeton su una guerra nucleare tra Russia e Usa

Redazione

Pubblicato

il

SGS ha sviluppato una nuova simulazione per un’escalation di guerra plausibile tra gli Stati Uniti e la Russia utilizzando posizioni, obiettivi e stime di mortalità realistiche delle forze nucleari. Si stima che nelle prime ore del conflitto ci sarebbero più di 90 milioni di persone morte e ferite.

Questo progetto è motivato dalla necessità di evidenziare le conseguenze potenzialmente catastrofiche degli attuali piani di guerra nucleare degli Stati Uniti e della Russia. Il rischio di una guerra nucleare è aumentato drammaticamente negli ultimi due anni poiché gli Stati Uniti e la Russia hanno abbandonato i trattati di lunga data sul controllo delle armi nucleari, hanno iniziato a sviluppare nuovi tipi di armi i e hanno ampliato le circostanze in cui potrebbero utilizzarle.

La simulazione è stata sviluppata da Alex Wellerstein , Tamara Patton , Moritz Kütt e Alex Glaser con l’assistenza di Bruce Blair , Sharon Weiner e Zia Mian . Il suono è di Jeff Snyder .

Continua a Leggere

Articoli

Come creare un Keylogger personalizzato – Esclusivo HJ

Redazione

Pubblicato

il

I keylogger vengono spesso utilizzati per impossessarsi di un frammento dell’identità virtuale di qualcuno. Una guida che trae spunto dal libro/manifesto The fallen Dreams scritto dall’hacker Demian Kurt.

LEGGI IL PDF COMPLETO

DOWNLOAD NUMERO HJ 246

Approfitta subito della nostra offerta ,
hai la possibilità di abbonarti per un anno a 33,90 € con digitale in omaggio anziché 46,90€!

ABBONATI ORA – CLICCA QUI


Hai trovato questo articolo interessante? Segui Hackerjournal su Facebook , Twitter

Continua a Leggere

Articoli

Quanto guadagna un Penetration Tester Certificato?

Redazione

Pubblicato

il

Da una ricerca Infosec i dati medi di quanto può guadagnare un Penetration Tester Certificato.

I dati sono orientati su paesi extra-europei in particolare Stati uniti dove il costo ora/lavoro è assai più flessibile e dimensionalmente più grande di una paese come L’italia ,la 3 nazione a livello mondiale a ricevere più attacchi hacker annualmente.

Chi assume un Certified Penetration Tester (CPT)? 

Un penetration tester può essere assunto da agenzie di sicurezza informatica e società IT. Assumendo un penetration tester certificato, le aziende IT possono fare il primo passo verso la prevenzione degli attacchi informatici.

Il corso di certificazione CPT prepara un potenziale tester di penetrazione per identificare e analizzare attacchi ai protocolli di rete, metodologie di test di penetrazione, identificazione delle vulnerabilità, ricognizione della rete, exploit di Windows, rootkit, exploit Unix/Linux, vulnerabilità delle applicazioni Web e difetti di sicurezza wireless.

Lo stipendio medio per un professionista con certificazione CPT varia in base alla designazione o al ruolo lavorativo. Lo stipendio medio di un tester certificato CPT è di $ 84.690 + Bonus. Per Un tester con 10 anni di esperienza circa $ 119.328.

 

Stipendio Medio in Italia?

Gli stipendi per i penetration tester laureati sono compresi tra €20.500 e €30.500. Con esperienza si può guadagnare tra €40.500 e €65.500, salendo a €70.500 per ruoli senior e di team leader.

 

 

 


Hai trovato questo articolo interessante? Segui Hackerjournal su Facebook , Twitter

Continua a Leggere

Articoli

Come costruire la tua palestra HJ, laboratorio Pentest

Redazione

Pubblicato

il

L’ambiente di test è costituito da macchine virtuali eseguite in modalità Live (da ISO nel nostro caso). Di seguito sono riassunte le impostazioni di creazione e di configurazione per ciascuna macchina virtuale:

PENTESTER

Sistema operativo: Linux (Ubuntu a 64 bit); RAM: 1024 MB;
Disco fisso: nessuno;
Archiviazione: aggiungere, a creazione avvenuta, un nuovo Controller IDE alla macchina virtuale, inserendovi l’ISO di Kali Linux (da scaricare all’URL https://www.kali.org/downloads/);
Rete: una scheda di rete, connessa alla rete interna di nome “intnet”;
Configurazione di rete: eseguire i seguenti comandi da una shell con i privilegi di root:

# ifconfig eth0 210.100.1.1/24
# route add default gw
210.100.1.2

 

BACKBONE

Sistema operativo: Linux (Linux 2.4 a 32 bit); RAM: 64 MB; Disco fisso: nessuno;
Archiviazione:
come per la macchina Pentester, ma selezionando l’ISO di Damn Small Linux (da scaricare all’URL http://www.damnsmallinux.org/ );
Rete: due schede di rete, la prima connessa alla rete interna di nome “intnet”, la seconda alla rete interna di nome “intnet1”;
Configurazione di rete: eseguire i seguenti comandi da una shell con i privilegi di root:

#ifconfig eth0 up
#ifconfig eth0 210.100.1.2
netmask 255.255.255.0
#ifconfig eth1 up
#ifconfig eth1 211.100.1.1
netmask 255.255.255.0
#sysctl -w net.ipv4.ip_forward=1
#route add -net 212.100.1.0/24
gw 211.100.1.2

 

ROUTER

Sistema operativo: Linux (Other Linux – 32 bit); RAM: 256 MB; Disco fisso: nessuno;
Archiviazione: come per la macchina Pentester, ma selezionando l’ISO di Zeroshell (da scaricare all’URL http://www.zeroshell.net/download/);
Rete: tre schede di rete, la prima connessa alla rete “solo host” vboxnet0 per l’impostazione dei parametri di configurazione delle restanti interfacce, la seconda alla rete interna di nome “intnet1”, la terza alla rete interna di nome “intnet2”;
Configurazione di rete:
dall’interfaccia Web di Zeroshell (fruibile dal browser della macchina fisica, all’indirizzo http://192.168.0.75, previa autenticazione con username admin e password zeroshell), impostare:

  • indirizzo 211.100.1.2 e netmask
    255.255.255.0 per l’interfaccia ETH01;
  •  l’indirizzo 212.100.1.1 e netmask
    255.255.255.0 per l’interfaccia ETH02;
  • l’indirizzo 211.100.1.1 quale gateway
    per accedere alla rete 210.100.1.0/24

 

SERVER WEB

Sistema operativo: Linux (Linux 2.4 a 32 bit); RAM: 256 MB;
Disco fisso: selezionare l’opzione “Usa disco fisso virtuale esistente”, quindi scegliere il file con estensione “vmdk” posto all’interno del file compresso scaricato all’indirizzo https://sourceforge.net/projects/ metasploitable/;
Rete: una scheda di rete, connessa alla rete interna di nome “intnet2”;
Configurazione di rete: eseguire i seguenti comandi da una shell con i privilegi di root:

#sudo ifconfig eth0 212.100.1.2
255.255.255.0
#sudo route add default gw
212.100.1.1

 

SERVER FTP

Sistema operativo: Linux (Linux 2.4 a 32 bit); RAM: 64 MB;
Disco fisso: nessuno;
Archiviazione: come per la macchina Backbone; Rete: una scheda di rete, connessa alla rete interna di nome “intnet2”;
Configurazione di rete: eseguire i seguenti comandi da una shell ricordando di anteporre sempre i privilegi di root:

#ifconfig eth0 up
#ifconfig eth0 212.100.1.3
netmask 255.255.255.0
# route add default gw
212.100.1.1

 

All’indirizzo www.exploit-db.com troviamo The Exploit Database, il più noto archivio pubblico di vulnerabilità creato a beneficio di specialisti del pentest e ricercatori di sicurezza informatica

 


Hai trovato questo articolo interessante? Segui Hackerjournal su Facebook , Twitter

Continua a Leggere

In Edicola & Digitale


263 – Dal 7 giugno 2022!

Forum

Trending