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L’incredibile storia della microspia passiva che non poteva esistere

Massimiliano Zagaglia

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La cimice invisibile

L’antenato dell’RFID usato per lo spionaggio!

Nel 1947 il fisico e inventore sovietico Léon Theremin vinse il premio Stalin con una motivazione che non venne mai divulgata: aveva infatti portato sostanziali avanzamenti per lo spionaggio dell’URSS ai danni del principale nemico del suo paese, gli Stati Uniti di America.
Theremin era famoso in patria per avere in precedenza inventato il Buran, un antenato del microfono laser, capace di proiettare e leggere un fascio di luce all’infrarosso a grande distanza, per captare le vibrazioni prodotte dalla voce. Con questo strumento i russi erano in grado di “ascoltare” dall’esterno una conversazione che si svolgeva in una stanza registrando le vibrazioni dei vetri delle finestre.

Ma l’invenzione che diede la fama a Theremin, diventando per alcuni anni uno degli strumenti più efficaci dello spionaggio sovietico, fu un’altra. Tutto nasce dagli studi di Winfield Koch per la RCA, che l’azienda americana aveva brevettato nel 1941, che riguardavano un sistema di intercettazione assolutamente naturale e per questo motivo non rintracciabile. Si tratta di una “cimice passiva” che ancora oggi è straordinariamente sorprendente per la sua ingegnosità e praticamente impossibile da intercettare perché completamente priva di qualsiasi parte elettronica.

 

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Appassionato di informatica, GNU/Linux, Open Source e sicurezza da tempo immane, di solito passo il tempo libero tra una Raspberry Pi, una distro e un report di security.

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