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Crittografia quantistica

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I computer che utilizziamo tutti i giorni sfruttano il sistema binario per criptare un file, ma in realtà esistono altri dispositivi in grado di sfruttare le leggi della fisica e della meccanica quantistica per l’elaborazione dei dati. Mentre nel calcolo classico una singola informazione può esistere solo negli stati 1 o 0, il calcolo quantistico usa invece bit quantistici o “qubit” che possono memorizzare molte più informazioni in quanto esistono in una qualsiasi sovrapposizione di valori. In pratica il calcolo quantistico sfrutta
la capacità delle particelle subatomiche di esistere in più di uno stato in qualsiasi momento. A causa del modo in cui si comporta la più piccola delle particelle, le operazioni possono essere eseguite molto più rapidamente e consumare meno energia rispetto ai computer classici.

Se vuoi sapere come questo ha a che fare con la crittografia, corri in edicola e acquista Hacker Journal 219, oppure vai su Sprea.it.

Nota: le prime righe di questo articolo sono state cifrate con il codice binario (un indizio… unicode), non proprio un sistema di crittazione sicuro, ma comunque un modo per nasconderne il significato alla maggior parte delle persone. Ti lasciamo il piacere di decifrarlo: inviaci la frase in italiano scrivendo a redazione (at) hackerjournal.it

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