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Internet delle Cose pericolose

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Internet delle Cose... pericolose

La moltiplicazione degli smart object collegati online presenta diversi problemi legati alle debolezze strutturali sul piano della sicurezza.

Con la definizione di “Internet of Things” (IoT) o “Internet delle Cose” si intende l’estensione della Rete allo spazio fisico delle nostre abitazioni o uffici, attraverso il collegamento a oggetti che normalmente non sono connessi alla Rete. Come spesso capita, a parole “difficili” e oscure corrispondono realtà ovvie e magari già operanti nel nostro quotidiano. In ambito privato sotto forma di router, telecamere di sicurezza, videoregistratori digitali (DVR); in ambito lavorativo sotto forma di macchinari.

Ma fra gli smart object, come vengono definiti, non rientrano solo i dispositivi tecnologici appena citati. Impianti per il riscaldamento, attrezzature di ogni genere, persino automobili: quasi tutto ciò che sia in grado di elaborare dati, interagire con l’ambiente e connettersi tramite Internet può rientrare nella categoria. Se le potenzialità tecniche appaiono notevoli, notizie decisamente meno rassicuranti vengono dal fronte della sicurezza.

La sicurezza IoT risente dell’arretratezza culturale, prima che tecnologica. Mentre i “cattivi” studiano tecniche d’attacco sempre più avanzate, tra i “buoni” manca persino la consapevolezza del problema

Se vuoi scoprire quali sono i pericoli reali di questa tecnologia e come difenderti, non perdere Hacker Journal 223 in tutte le edicole oppure online in versione digitale e cartacea!

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Esclusivo: Come un hacker recupera gli indirizzi email di un target

Redazione

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La fase di ricognizione costituisce uno snodo molto importante per una verifica di sicurezza: sebbene possa essere elencata tra le “fasi preliminari” di un penetration test, nessuno può negare che le sue risultanze siano in grado di incidere sul buon esito della nostra verifica.

Senza mettere le mani sul target, in questa fase è possibile attingere a numerose fonti aperte (motori di ricerca, database WHOIS, DNS, social network o lo stesso sito Web aziendale) per ottenere informazioni in grado di rivelarsi preziose alleate per la prosecuzione dei nostri test.

 

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Esclusivo: Come diventare Root su Windows bucando la memoria

Redazione

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L’ argomento portante di questo articolo è il Buffer Overflow. Detto anche “Buffer Overrun”, è una condizione di errore che si verifica quando i dati in ingresso straripano in parti di memoria circostanti. Usando un gergo più tecnico, il Buffer Overflow si verifica quando la stringa in input risulta più grande del buffer dove dovrebbe essere immagazzinata l’informazione.

Questo porta alla sovrascrittura delle zone di memoria adiacenti al buffer, corrompendo e sovrascrivendo i dati di quel determinato settore. Spesso l’overflow produce un crash dell’applicazione, ma crea l’opportunità per l’attaccante di eseguire del codice arbitrario. Vediamo come viene utilizzata questa tecnica, simulando l’attacco vero e proprio.

A cura di Vincenzo Digilio ICT Security Manager & Co-founder di Cyber Division

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Esclusivo: Come installare Linux su dispositivi embedded, moder/router

Redazione

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OpenWRT è un progetto Open Source destinato a professionisti e smanettoni che mira a sostituire il firmware dei router/ modem con uno più evoluto, efficiente e stabile.

Al posto di inserire decine di funzioni che spesso rimangono inutilizzate, include solo quelle essenziali senza però rinunciare a quelle aggiuntive, che saranno disponibili sotto forma di pacchetti installabili singolarmente, e che aggiungono funzioni non sempre (anzi quasi mai) disponibili sul router col firmware originale. Questo consente di adattare il router alle proprie esigenze se siamo degli smanettoni.

Per esempio, aggiungendo il supporto a un dongle USB LTE per usare le reti 4G come WAN. O creando un hotspot “Guest”, attivando un client Bittorrent, un media server, un PBX (un centralino telefonico). E sì, ci sono anche strumenti per craccare altre reti Wi-Fi.

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Esclusivo: Il cavetto USB delle Spie che nasconde GPS e microfono integrati – Hackerjournal 252

Redazione

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Sembra un normalissimo cavo USB (e in fondo lo è), da utilizzare magari per ricaricare il telefonino. E invece no! Nasconde qualcosa che lo rende unico: l’alloggiamento per una SIM. Come e per cosa si usa? Beh…

Costa appena 9 euro. Noi, per i nostri test, lo abbiamo ordinato su Amazon. Ci è arrivato subito, nel giro di tre/quattro giorni, in una scatola del tutto anonima. Lo abbiamo spacchettato e ci è sembrato (a prima vista) un normalissimo cavetto di ricarica micro USB.

Ad accompagnarlo c’era anche un minuscolo manuale d’istruzioni, con poche indicazioni, in un inglese abbastanza maccheronico da un lato e in cinese dall’altro. Abbiamo analizzato il cavetto nei minimi particolari e non abbiamo notato nulla di strano. Poi, però, sfilando il cappuccetto vicino alla presa USB, è apparsa la peculiarità che lo rende così speciale:

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Guida: Come accedere al Dark Web in modo Anonimo

Redazione

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Il deep web, il web invisibile o il web nascosto sono parti del World Wide Web i cui contenuti non sono indicizzati dai motori di ricerca standard per molteplici motivi. Il deep web include anche usi comuni come webmail, online banking ma anche servizi a pagamento con paywall come video on demand e molto altro. Il  Dark Web d’altra parte, è definita come “la parte di Internet che è intenzionalmente nascosto dai motori di ricerca, che utilizza  indirizzi IP mascherati, ed è accessibile solo con uno speciale web browser”.

Ecco i motori di ricerca Deep Web che operano sulla rete TOR:
Alcuni di questi motori di ricerca Dark Web sono:

 

Attenzione: Prima di fare qualsiasi cosa sul Dark Web o persino di conoscerlo, assicurati di essere protetto con VPN e Tor .

Come accedere al Dark Web: 

Passaggio 1:  Utilizza una VPN (Virtual Private Network) e sfruttala per nascondere le tue attività, utilizzalo SEMPRE, indipendentemente dal fatto che tu sia su TOR o meno.

Non illuderti ma molti ISP (Internet Service Provider) e le forze dell’ordine cercano di rintracciare coloro che usano Tor per accedere al Dark Web, e sono molto bravi a farlo.

Devi usare una buona VPN con opzione NO LOG, prestazioni veloci, preferibilmente che accetti pagamento via bitcoin , e possieda un kill switch per DNS e che sia compatibile con TOR.

Passaggio 2: il Deep Web non è accessibile da browser comuni come Edge o Google Chrome. Per ottenere l’accesso dovrai scaricare il browser TOR. Scaricalo solo dal sito web ufficiale TOR, non scaricarlo mai da altra fonte.

Apri l’app VPN e connettiti a un’altra posizione diversa da quella in cui ti trovi, assicurati di utilizzare il protocollo OpenVPN in quanto è il più sicuro.

Apri il tuo normale browser preferito e quindi scarica TOR Sito ufficiale TOR: https://www.torproject.org/download/download.html

Ora che hai un accesso al deep web, fai clic QUI per visualizzare l’elenco dei market presenti nella Darknet in modo da poter visitare alcuni dei migliori siti Web nel Deep Web.

ATTENZIONE

  • Ricorda che TOR non è necessariamente anonimo al 100%,  disattiva l’esecuzione JavaScript
  • Scollega il microfono o coprilo con del nastro adesivo per attutirlo. Lo stesso vale per il microfono della fotocamera.
  • Non utilizzare MAI il tuo vero nome, foto, e-mail o persino password

Questo articolo è solo a scopo didattico. Qualsiasi azione e / o attività correlata al materiale contenuto in questo Articolo è di esclusiva responsabilità dell’utente. L’uso improprio delle informazioni contenute in questo sito Web può comportare accuse penali nei confronti dell’utente finale.

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Facebook può essere pericoloso!

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L’ABBIAMO PROVATO SULLA NOSTRA PELLE, ANZI SULLA NOSTRA CARTA DI CREDITO

Ci hanno sottratto 7.495€ ma Facebook dopo un mese non ci ha rimborsati
Il profilo di una nostra dipendente è stato violato da un hacker che si è impossessato delle carte di credito aziendali, ecco com’è andata.

Cliccate sul link qui sotto per vedere in anteprima l’articolo che uscirà su Computer idea del numero 225

https://sprea.it/materiali/facebook-puo-essere-pericoloso/

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Hackera il Wi-Fi con Pwnagotchi

Redazione

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Dalla mente geniale di Evilsocket nasce Pwnagotchi (https:// pwnagotchi.ai/), un dispositivo AI portatile basato sul modello A2C (Advantage Actor Critic) pensato per crackare le reti Wi-Fi. In questo articolo vi spiegheremo cosa potete fare con Pwnagotchi e cosa vi serve per costruirne uno tutto vostro.

COME FUNZIONA

A differenza di gran parte dei simulatori di apprendimento, Pwnagotchi è in grado di imparare a una velocità simile a quella degli esseri umani, poiché interagisce con un ambiente reale piuttosto che con uno virtuale. Nella fase di learning, molti simulatori di apprendimento AI vengono utilizzati per giocare a titoli Atari o giochi classici come Super Mario, mentre Pwnagotchi impara e migliora i propri parametri tentando di crackare le reti senza filo che si trovano nel suo raggio d’azione.

Ovviamente non potete aspettarvi che Pwnagotchi riesca a dare risultati ottimali fin dal primo avvio; il dispositivo avrà infatti bisogno di tempo per imparare, esplorando le combinazioni di parametri chiave e adattandosi alle reti che gli verranno “date in pasto” durante i suoi primi passi.

LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO 

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