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Plurox il nuovo malware modulare

Redazione

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Un nuovo malware soprannominato Plurox si è diffuso sulla rete locale utilizzando l’exploit EternalBlue e ha permesso agli hacker di accedere alla rete per installare miners e altri malware sul computer della vittima.

Il malware è modulare, il che significa; Gli aggressori possono espandere la propria funzionalità aggiungendo plugin aggiuntivi, come richiesto.

I ricercatori di Kaspersky hanno scoperto il malware a febbraio, è stato scritto in C e compilato con Mingw GCC. Comunicazione con il server C & C stabilita tramite il protocollo TCP ei plug-in vengono caricati con interfacce tramite due porte diverse definite con Plurox e l’indirizzo C & C è hardcoded.

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5 estensioni per GNOME

Un ambiente desktop su misura per le vostre esigenze può aiutarvi a lavorare (e divertirvi!) meglio e con questi strumenti per averlo bastano pochi clic!

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GNOME (il cui nome è l’acronimo di GNU Network Object Model Environment) è uno dei più amati ambienti desktop per Linux. È l’opzione predefinita di distribuzioni come Debian, Ubuntu, Fedora, Red Hat Enterprise Linux, SUSE Linux Enterprise, Endless OS e Tails. Per quanto sia valido, non può essere perfetto per tutti e le estensioni di GNOME sono plug-in che possono essere utilizzati per personalizzarlo in base alle proprie esigenze. Permettono di aggiungere funzioni, modificare quelle esistenti o addirittura sostituirle. Il sistema di estensioni è stato introdotto con GNOME 3 e sostituisce quello delle applet o dei widget di GNOME 2. Le estensioni si possono installare dal sito ufficiale di GNOME , che protegge anche la sicurezza dell’utente, in quanto tutte quelle che vi sono caricate vengono attentamente esaminate per verificare l’assenza di comportamenti malevoli prima di essere rese disponibili per il download. Oltre a essere sicure, le possibilità a vostra disposizione sono anche numerose.
Di seguito vedremo le 5 estensioni da non perdere.

 

1 – Velocità di rete a colpo d’occhio

Net speed Simplified è un’estensione facilissima da usare e personalizzabile per conoscere la vostra velocità di rete. Potete spostarvi facilmente tra le varie opzioni di visualizzazione e ottenere la velocità totale della rete in termini di bit o byte al secondo, quella di upload e download (sempre bit o byte al secondo) e i download totali (byte).

Sito Internet: https://github.com/prateekmedia/netspeedsimplified

2 – CPU sempre sotto controllo

CPU Power Management consente di scegliere la quantità di risorse del computer utilizzate in un determinato momento. Si può scegliere tra varie preimpostazioni o creare un profilo personale che controlla la frequenza di funzionamento della CPU. Per esempio, con l’impostazione Quiet il computer utilizza al massimo il 30% delle sue risorse, mentre con High Performance può funzionare al massimo delle sue potenzialità. Questo è molto utile, per esempio, quando si deve risparmiare la batteria del portatile. Per utilizzare l’estensione è necessario disporre di una CPU supportata dai driver di scalatura della frequenza cpufreq o intel_pstate del kernel Linux (la maggior parte di quelle moderne lo sono). Per le unità Intel Core, inoltre, intel_pstate deve essere abilitato nel kernel Linux (che è l’impostazione predefinita in quasi tutte le distro). Le versioni presenti sul sito delle estensioni di GNOME sono a volte poco recenti, quindi lo  sviluppatore suggerisce di installare CPU Power Management tramite i pacchetti forniti sul suo sito, che offre istruzioni per le principali distribuzioni e anche i metodi da seguire se la vostra non è elencata. Potete anche tradurre l’estensione: basta visitare la pagina del progetto su crowdin (https://crowdin.com/project/ cpupower) e selezionare l’italiano. Fate quindi click su Translate All e il gioco è fatto. È anche possibile tradurla manualmente con strumenti come Poedit e modificare o aggiornare la traduzione esistente.

Sito Internet: https://github.com/deinstapel/cpupower

3 – Un menu per le applicazioni

Se vi piace GNOME ma trovate comodo il flusso di lavoro basato sul mouse, o semplicemente vi sembrano pratici i menu di KDE o XFCE, questa estensione fa al caso vostro. Aggiunge un menu per le applicazioni basato sulle categorie, accessibile dal lato sinistro del pannello superiore.

Sito Internet: https://gitlab.gnome.org/GNOME/gnome-shell-extensions/-/tree/main/extensions/apps-menu

4 – Dispositivi Android sul PC

KDE Connect consente di collegare i dispositivi Android ai computer Linux, permettendogli di condividere in modo sicuro contenuti come notifiche o file e di sfruttare funzioni come la messaggistica SMS e il controllo remoto, ma è meglio integrato nell’ambiente desktop Plasma. GSConnect è una implementazione completa di KDE Connect specificamente destinata a GNOME Shell che integra Nautilus, Chrome e Firefox. Non si basa sull’applicazione KDE Connect e non funziona se quest’ultima è installata. GSConnect offre un’ampia gamma di funzionalità attraverso una serie di plug-in. Per esempio, il plug-in Clipboard consente ai dispositivi di sincronizzare il contenuto degli appunti, mentre il componente aggiuntivo Battery permette ai dispositivi mobili di segnalare sul computer il livello della batteria e lo stato di carica e di avvisare in caso di scaricamento. Se il plug-in SMS è abilitato, potete inviare e ricevere questi messaggi utilizzando la finestra di messaggistica, che può utilizzare i contatti del vostro dispositivo mobile con il plug-in Contacts oppure quelli del desktop per gli avatar, i nomi e i numeri di telefono. Il plug-in Share consente ai dispositivi di inviare e ricevere file, collegamenti e testo e ce ne sono vari altri. Nel complesso, GSConnect è un’estensione molto utile per gestire lavoro e tempo libero in modo più pratico e integrato.

Sito Internet: https://github.com/GSConnect/gnome-shell-extension-gsconnect

5 – Dati dei sensori a colpo d’occhio

Vitals consente di monitorare tutti i sensori principali. Questa estensione visualizza infatti la temperatura, la tensione, la velocità della ventola, l’utilizzo della memoria, il carico del processore, le risorse di sistema, la velocità della rete e le statistiche di archiviazione del computer nella barra dei menu superiore della GNOME Shell.

Sito Internet: https://github.com/corecoding/Vitals

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File nel cloud sincronizzati

Rclone è un ottimo strumento a riga di comando, supportato da quasi 50 servizi e protocolli di questo tipo, tra cui Microsoft OneDrive, Google Drive e Dropbox.

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La salvaguardia dei vostri dati non passa solo attraverso la protezione del sistema operativo da attacchi di hacker o la difesa dai malware, perché potreste essere voi stessi a cancellare inavvertitamente un archivio, oppure potrebbe essere il vostro disco rigido a piantarvi in asso senza preavviso. Ecco perché i backup sono fondamentali e perché farli sfruttando le risorse del cloud può aumentare il vostro livello di sicurezza. Rclone è un ottimo strumento a riga di comando, supportato da quasi 50 servizi e protocolli di questo tipo, tra cui Microsoft OneDrive, Google Drive e Dropbox. Per ottenerlo potete scegliere tra due metodi. Il più semplice è quello di installarlo dal software center del vostro sistema operativo. Se volete essere sicuri, però, di avere sempre la versione più aggiornata, allora dovrete collegarvi al sito del produttore, scaricare il file di installazione per Linux ed eseguire la riga:

sudo -v ; curl https://rclone.org/install.sh | sudo bash

Questo strumento vi assisterà al meglio per Rclone poter creare il vostro backup criptato nel servizio cloud di vostra scelta. Oltretutto potrete creare un mirror dei vostri dati in un secondo servizio cloud, così da diminuire ancora più drasticamente il rischio di perderli. Un altro punto di forza del programma è la sua ricca documentazione che riuscirà a trarvi d’impaccio in qualsiasi circostanza. Per chi non ama le applicazioni a riga di comando esiste anche una versione grafica di Rclone, ancora in fase di sviluppo e basata sul browser, che si ottiene con il comando:

 rclone rcd-rc-web-gui

 

Rclone è compatibile con una gran quantità di servizi cloud e ha un’ottima documentazione

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Arriva Fedora 38

La nuova versione dell’OS introdurrà modifiche alla gestione dei pacchetti entro un anno.

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L’uscita di questo sistema operativo è annunciata per la seconda metà del prossimo aprile e con sé dovrebbe portare alcune interessanti novità. Per esempio, oltre alle nuove tradizionali Spin che, tra l’altro, comprendono KDE Plasma e Xfce, ce ne saranno due nuove, Sway e Budgie. Quindi i file ISO disponibili per l’installazione arriveranno a undici! Non si esclude nemmeno una versione Phosh per smartphone, che in pratica è Wayland ottimizzato per quei dispositivi. Tale voce si è fatta sempre più insistente dopo che il FESCo (Fedora Engineering and Steering Committee), l’ente che si occupa dello sviluppo del sistema operativo, ha dato il via a questo progetto. A occuparsene sarà il Fedora Special Interest Group, che ne ha sollecitato lo sviluppo, in collaborazione con il resto del team. Due saranno le architetture: x86_64 e AArch64. Nel frattempo è stata rilasciata una versione beta di Fedora che può essere scaricata da qui.


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Un’occhiata al cantiere di Ubuntu 23.04

La realizzazione della versione di aprile del noto sistema operativo sta procedendo e sono in arrivo le primissime novità

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Dato che è il più noto e diffuso sistema operativo basato su Linux e vanta una galassia notevole di distribuzioni basate su di esso, è inevitabile tenere d’occhio i progressi in atto in casa Canonical nella realizzazione di Ubuntu 23.04. Non essendo una LTS, Lunar Lobster verrà supportato per nove mesi, cioè fino a gennaio 2024. Attualmente la tabella di marcia prevede il rilascio al pubblico della versione beta il 30 marzo. Invece  il Kernel Freeze avverrà il 6 aprile e il Final Freeze il 13 aprile. La versione definitiva verrà rilasciata una settimana dopo, cioè il 20 aprile. Nel frattempo è possibile scaricare la Daily Build collegandosi a questo indirizzo. Fatte queste premesse, due sono le novità che saltano all’occhio di chi segue i progressi di Ubuntu 23.04. La prima riguarda il nuovo programma di installazione scritto in Flutter che va a sostituire l’attuale Ubiquity. Flutter è un framework Open Source per la creazione di interfacce native in diversi sistemi operativi creato da Google. Nonostante la somiglianza con l’installatore precedente per rendere la transizione indolore, sono state implementate alcune opzioni come la possibilità di collegarsi a una rete Wi-Fi e scegliere fin da subito il tema scuro o chiaro. La versione definitiva del nuovo installer sarà probabilmente implementata solo al momento del rilascio di Ubuntu 23.04, ma è già disponibile una ISO proprio con Flutter, scaricabile da qui . La seconda novità riguarda invece in modo più specifico i rilasci giornalieri del nuovo sistema operativo che, inizialmente, conservavano lo sfondo del loro predecessore. Canonical ha pensato di rimediare a questo problema estetico affidando all’Intelligenza Artificiale la creazione di uno sfondo personalizzato per le Daily Build di Lunar Lobster, usando queste due parole per generarlo. Se avrete la possibilità di installare l’attuale versione di Ubuntu 23.04 lo apprezzerete.


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Sempre più sotto attacco!

Secondo il rapporto Clusit 2023 aumentano i cyber attacchi nel mondo e contro l’Italia

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Secondo il rapporto Clusit 2023, lo scorso anno è stato molto difficile a livello di Cyber Security, con ben 2.489 incidenti di forte impatto sulla vita quotidiana: 440 in più rispetto al 2021 e con l’Italia che vede crescere la percentuale di attacchi rivolte verso di essa dal 3,4% del 2021 al 7,6% del 2022. Gli attacchi in Italia sono stati 188 in totale, 83% dei quali valutabile come di gravità elevata o critica. Oltre 2.000 degli attacchi avvenuti a livello mondiale hanno avuto finalità di cybercrimine, con un incremento del 15% rispetto al 2021 (in Italia, invece, l’aumento è stato del 150%), mentre gli attacchi perpetrati per finalità di spionaggio e sabotaggio si fermano all’11% del totale, quelli per information warfare al 4% e quelli per azioni di attivismo al 3%. Le principali vittime degli attacchi sono i Multiple Targets (obiettivi generici, non mirati), con il 22% del totale, seguiti dal settore governativo e delle pubbliche amministrazioni con il 12%. Crescono gli attacchi rivolti verso la sanità (+16%), ma soprattutto quelli rivolti verso il settore finanziario assicurativo (+40%) e Manufacturing (+79%). In particolare quest’ultimo settore vede raddoppiarsi il numero di attacchi dal 2018 al 2021, probabilmente a causa della crescente diffusione dell’IoT e dalla tendenza verso l’interconnessione dei sistemi industriali, spesso non sufficientemente protetti. Nel nostro Paese il settore più attaccato è quello governativo, con il 20% degli attacchi, seguito a brevissima distanza dal comparto manifatturiero (19%), che rappresenta il 27% del totale degli attacchi censiti nel settore livello globale. Per portare i loro attacchi, i cyber-criminali si servono per il 37% dei casi di malware, seguono vulnerabilità (12%, escludendo la componente di attacchi basati sui cosiddetti “0-day”), phishing e social engineering (12%), attacchi DDoS (4%) e tecniche multiple.

 

 

*Illustrazione by Freepick

 

 

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Risorge il tanto discusso Unity

Ecco le novità che faranno piacere ai nostalgici del vecchio ambiente desktop di Ubuntu.

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Raramente un ambiente desktop è stato accolto con così tante polemiche come l’avvento di Unity in Ubuntu 11.04, al posto di GNOME. L’esperimento voluto da Mark Shuttleworth è stato poi definitivamente abbandonato con il rilascio di Ubuntu 18.04 e il ritorno al precedente ambiente desktop. Tuttavia, nei sette anni di interregno, Unity ha raccolto attorno a sé un buon gruppo di fan che continuano a preferirlo a GNOME. Per la loro gioia di molti un giovanissimo sviluppatore, Rudra Saraswat, ha annunciato al mondo l’arrivo di Unity 7.7.
Una delle più importanti novità è l’introduzione di UWidget. Si tratta di un nuovo sistema che permette di inserire widget scritti in Python nel desktop Unity. Ce ne sono già diversi disponibili. Per esempio ne è stato creato uno appositamente per Spotify che permette l’esecuzione e la messa

Grazie a UWidget, Unity 7 potrà essere arricchito da numerosi widget scritti in Python

in pausa di un brano. Inoltre sono stati realizzati un orologio e un monitor di sistema molto pratici da usare. È anche stato creato un vero e proprio Web store in cui gli sviluppatori potranno inserire le proprie creazioni. Modificata anche la dash con l’introduzione di quella che Canonical aveva già in progetto di adottare.

 

 


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Linux Mint 21.1 è disponibile in tre versioni

La Cinnamon Edition presenta un desktop dall’aspetto moderno e accattivante con moltissimi strumenti disponibili fin dall’installazione.

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Disponibile in tre edizioni, la creatura del Linux Mark Institute si rivolge a un pubblico molto vasto con esigenze diverse. Per esempio la Xfce Edition ha lo scopo di funzionare egregiamente in macchine più obsolete, mentre la MATE Edition corteggia coloro che amano l’ambiente GNOME e propone un desktop più classico in stile Windows. La Cinnamon Edition, di cui ci occupiamo in questo numero, è invece l’ammiraglia, con un desktop dall’aspetto moderno e accattivante e moltissimi strumenti disponibili fin dall’installazione.

 

Le novità della LTS

Linux Mint 21.1, dal nome in codice Vera, è una versione supportata a lungo termine (cioè fino al 2027) basata su Ubuntu 22.04. Come kernel si affida all’apprezzatissimo Linux 5.15 LTS, anch’esso supportato fino al 2027, che le garantisce stabilità e sicurezza. La prima novità che balza all’occhio degli utenti è l’introduzione dell’ambiente desktop Cinnamon 5.6 con una scrivania completamente ripulita per lasciare all’utente la scelta di quali elementi posizionarvi. File è stato spostato nel pannello inferiore e, facendo click su di esso, scoprirete che la grafica delle cartelle è stata modificata, abbandonando il classico verde Mint e migliorandone notevolmente la leggibilità. Altre modifiche estetiche sono state apportate al puntatore del mouse mentre i colori disponibili sono stati resi più accesi e gradevoli. Ma non ci sono solo novità estetiche. Per esempio è stato migliorato il Gestore dei driver che ora è in grado di segnalarvi se siete offline o se avete collegato una chiavetta USB. Un’altra comodissima novità è l’introduzione delle applicazioni Flatpak nel Gestore aggiornamenti, in modo tale da poterle aggiornare direttamente con quello strumento e non solo dal Gestore applicazioni come avveniva in precedenza. È stato introdotto anche un sistema di visualizzazione rapida delle finestre aperte che vi permette di passare dall’una all’altra semplicemente spostando il mouse su una di esse, senza doverle selezionare con un click.

 

Tutto ciò che serve

Coloro che si avvicinano per la prima volta a Linux Mint avranno la piacevole sorpresa di trovare moltissimi strumenti già disponibili, suddivisi per aree tematiche nel menu principale che si apre con un click sul logo nel pannello inferiore. Nella sezione Audio e video c’è il popolarissimo Rhythmbox e nella sezione Internet, oltre a Firefox, troverete Thunderbird per la posta elettronica ed HexChat per chattare online. Nella sezione Ufficio non poteva mancare la suite di LibreOffice che, diversamente dal solito, comprende già anche Base per creare database. Se volete ulteriormente arricchire questa dotazione, lo strumento Gestore applicazioni vi permetterà di farlo in modo molto semplice. Oltretutto potrete decidere di selezionare solo i software in formato Flatpak direttamente dalla schermata principale.

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