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Italia alla mercé del mining “nascosto”

Massimiliano Zagaglia

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Malware da mining

I malware per il mining di criptovalute hanno visto una fortissima diffusione tra la fine dello scorso anno e l’inizio di questo e l’Italia è tra le nazioni più colpite. Secondo la classifica stilata da Check Point Software Technologies Ltd nel suo Global Threat Impact Index ci troviamo al 75esimo posto tra i paesi più colpiti dalle minacce informatiche. In particolare i computer (e gli utenti) italiani sono stati attaccati dai seguenti malware: Coinhive, uno script di mining che sfrutta la CPU dei computer vittima per minare Monero; Cryptoloot, malware che usa la potenza di calcolo di GPU e CPU per minare varie criptovalute; Globeimposter, un ransomware.

Cosa accade nel mondo

A livello globale l’indice di Check Point mostra che 55 organizzazioni a livello globale su 100 hanno subito un attacco del genere nel mese di dicembre, con dieci diverse varianti nella Top 100 dei malware del mese e due varianti tra le prime tre posizioni.

Ma dove trovi questi malware?

Molti di questi software per minare di nascosto le criptovalute sono stati inseriti (senza che l’utente potesse accorgersene), a volte anche in seguito a un’intrusione informatica, in tantissimi siti Web, in particolar modo in quelli legati a servizi di streaming multimediale e di condivisione file. Anchei device Android sono preda di minacce varie: Triada, una backdoor modulare per Android, continua a essere il più diffuso malware usato per attaccare i dispositivi mobile delle aziende, seguito da Lokibot e Lotoor.

Vorresti un approfondimento sul funzionamento dei malware di mining? Scrivi in redazione: redazione (at) hackerjournal.it

Appassionato di informatica, GNU/Linux, Open Source e sicurezza da tempo immane, di solito passo il tempo libero tra una Raspberry Pi, una distro e un report di security.

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Hacker cancellano Despacito da YouTube

Redazione

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Che sia stato uno scherzo o un bug della stessa piattaforma Youtube,alcni hacker sono riusciti ad eliminare dal database del portalone Despacito una hit che conta oltre 5 miliardi di views.

La BBC avrebbe individuato un account Twitter collegato a Prosox e Kuroish dove i due avrebbero “rivendicato” l’azione. Non solo “Despacito”, però: sono spariti anche i video di “Chantaje” di Shakira, “Hotline Bling” di Drake e “Wolves” di Selena Gomez. “E’ solo per divertimento – si legge sull’account -. Ho semplicemente usato lo script ‘cambia-titolo-video-youtube’ e ho scritto ‘hackerato’. Non giudicatemi, io amo YouTube”.

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Cloudflare lancia 1.1.1.1 il nuovo DNS Ultra Sicuro

Redazione

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Cloudflare, il più grande provider di ottimizzazione per siti Web, ha da poco lanciato il nuovo servizio DNS che promette di essere più veloce e sicuro di quelli attualmente online.

La società dichiara di non registrare sessione e indirizzo IP , cancellando i log ogni 24 ore. La velocità del servizio è un altro aspetto importante: promette ottimi parametri in base ai servizi già esistenti. Il grafico mostra di seguito la velocità raggiungibile di risposta.

Per configurare il tuo PC basta procedere nel seguente modo: Visita il sito ufficiale per altre guide

  1. Fare clic sul menu Start, quindi fare clic su Pannello di controllo .
  2. Fare clic su Rete e Internet .
  3. Fare clic su Modifica impostazioni adattatore .
  4. Fare clic con il tasto destro sulla rete Wi-Fi a cui si è connessi, quindi cliccare su Proprietà .
  5. Selezionare Protocollo Internet versione 4 (o Versione 6 se lo desideri).
  6. Cliccare Proprietà .
  7. Annotare eventuali voci del server DNS esistenti per riferimento futuro.
  8. Fare clic su Usa i seguenti indirizzi del server DNS .
  9. Sostituire questi indirizzi con gli indirizzi DNS 1.1.1.1:
    • Per IPv4: 1.1.1.1 e 1.0.0.1
    • Per IPv6: 2606: 4700: 4700 :: 1111 e 2606: 4700: 4700 :: 1001
  10. Fare clic su OK , quindi Chiudi .
  11. Riavviare il browser.

 

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Oltre 880.000 carte di credito sottratte a Expedia

Massimiliano Zagaglia

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Con un attacco senza precedenti alcuni hacker potrebbero aver avuto accesso ad oltre 880mila carte di credito, adoperate sul sito Orbitz.com del circuito American Express. Lo riferisce Expedia la società di riferimento del sito. La notizia ha dato un impulso negativo alle azioni di Expedia in Borsa con cali dell’ordine del 1,5%.

Oltre ad essere entrati in possesso dei numeri di carta di credito, gli hacker avrebbero sottratto informazioni sensibili come date di nascita, numeri di cellulare ed email, fornite dal servizio Orbitz utilizzato come strumento di prenotazioni.

American Express ha fatto sapere che potrebbero essere state colpite anche persone che hanno prenotato qualcosa su Amextravel.com.

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